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14 ago 2014

ARQUEOLOGÍA VIRTUAL PARA LA DIDÁCTICA DEL PATRIMONIO


Impartido por: Dra. María Pilar Rivero Gracia. Grupo de investigación Urbs. Área de Didáctica de las Ciencias Sociales. Dpto. Didáctica de las Lenguas y de las Ciencias Humanas y Sociales. Universidad de Zaragoza.

Objetivos de la asignatura 

Poder evaluar críticamente, desde el punto de vista arqueológico y didáctico, productos de enseñanza y comunicación basados en Arqueología virtual. Crear materiales propios que faciliten la adaptación de productos basados en arqueología virtual para su utilización didáctica en contextos de enseñanza formal e informal.

4 ago 2014

The Story Behind Google’s Cardboard Project

Techcrunch.es 26/junio/2014 
by Frederic Lardinois


The surprise hit of Google I/O was without a doubt Cardboard. Google’s paper product — or phone-based VR viewer — made its debut during yesterday’s keynote, and today, David Coz, the project’s founder, revealed its origins.

Depending on who you ask at I/O, Google went ahead with this project either because it wanted to show that Facebook overpaid for Oculus Rift or because it is jealous that it couldn’t acquire it. According to Coz, however, who works for Google’s Cultural Institute in Paris, Cardboard was simply a project he felt like working on.

“I’m a big VR fan,” he said, adding that there has been so much progress in this space in the last few years. With Cardboard, he wanted to see how he could build a VR viewer in the “simplest and cheapest way".

The project started about six months ago. After Coz showed it to Google Research scientist Christian Plagemann in Mountain View, it became his 20 percent project, and the company decided to go ahead with it for a larger project.

So why use cardboard? Coz said he started working with it because it was an easy way to hack together a prototype, but he also liked it because he wanted the viewer to look really simple. All the processing, after all, is handled by the phone. In addition, he noted that Google wants anybody “to just take scissors and staplers and modify it".

To be fair, others have tried a similar approach to phone-based VR viewers. None of them, however, can match Google’s reach and existing developer ecosystem.

Pompei Touch: l’antica città rivive sulla punta di un dito

eCampania
di Marco Rosa


Si chiama Pompei Touch l’app lanciata lo scorso marzo da Raffaele Gentiluomo. Incontriamo l’ideatore alle falde del gigante Vesuvio, a  Torre del Greco, ed il pensiero non può che andare li, a quello che accadde nel 79 d.C., anche “grazie” a quel nefasto evento oggi ha modo di esistere Pompei e di conseguenza  questa app innovativa.

Raffaele da sempre impegnato nel campo nella computeristica informatica applicata ai beni culturali, ci illustra la sua “creatura” affermando orgoglioso che “l’app permette di tornare indietro di quasi 2000 anni. Con un tocco di polpastrello Pompei riprende forma sotto le nostre dita”.

Pompei Touch è l’unica applicazione al mondo che permette la ricostruzione dei monumenti con fotografie in maniera perfettamente combaciante. Si inizia con una foto di uno dei monumenti dell’attuale Pompei  e con un tocco l’app ce ne ripropone la ricostruzione originale, in 3 dimensioni, portandoci in un millesimo di secondo nelle strade della cittadina romana. Un’opzione ci permette di contestualizzare l’immagine creata inserendo personaggi, strumenti, mezzi di trasporto e tutto ciò che potevamo ritrovarci di fronte in una giornata qualunque nelle strade della cittadina vesuviana.

“Per rendere tutto ancora più realistico - racconta Raffaele - ci stiamo avvalendo del supporto e del confronto continuo con Anna Bilardi, socia dell’Associazione Regionale Guide Turistiche, che man mano ci indica i monumenti, le domus e le strade da sviluppare in base alle esigenze e alle richieste dei turisti”. L’obiettivo continua l’ideatore, “è riuscire in breve tempo a coprire tutte le zone attualmente visitabili dell’area archeologica di Pompei, per rendere cosi un servizio completo ai visitatori degli scavi che potranno ricostruire con i loro smartphone e tablet  in tempo reale Pompei e capire meglio la vita quotidiana di quel periodo. In futuro contiamo di estenderlo a tutti i siti archeologici vesuviani”.

Un’app, disponibile sia per i dispositivi android che apple, che ha richiesto un anno di duro lavoro da parte del team che comprende gli sviluppatori della 10th art studios di Torre del Greco, due fotografi professionisti ed una coppia di consulenti scientifici. “Duro il lavoro di fotografia all’interno degli scavi, ancora di più l’ottenimento della autorizzazioni da parte della Soprintendenza Archeologica ma alla fine ne è valsa la pena” – conclude Raffaele Gentiluomo.